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San Marco in Lamis è localizzato in una valle ricca di boschi nel Gargano sudoccidentale, fra i due importanti Santuari della Madonna di Stignano e di San Matteo.
Ed a quest’ultimo è legata la sua storia essendo, il paese, nato intorno all’antica abbazia benedettina dedicata a San Giovanni in Lamis. L’imponente monastero ha rivestito un fondamentale ruolo economico e sociale nei sec. XI e XII. In seguito venne affidato ai monaci Francescani che ne modificarono il nome dedicandolo a San Matteo. L’imponente e severo complesso architettonico conserva un organo a canne Opus Mascioni fra i più antichi e preziosi d’europa ed ancora perfettamente funzionante. Di particolare pregio, inoltre, la ricchissima biblioteca con antichi manoscritti.
Con Regio diploma del 1793 il borgo, cresciuto all’ombra del convento e posto lungo la Via Sacra Longobardorum, divenne ufficialmente città. Da sempre ha visto i pellegrini in transito verso il Santuario di San Michele Arcangelo qui sostare e ristorarsi, in una area che gode di uno splendido clima e che tutt’oggi è sede privilegiata per gli abitanti dei paesi del Tavoliere oppressi dalla calura estiva.
L’intensa religiosità del luogo è tuttora manifesta nella Processione delle Fracchie, tipici coni di legno alti sino a 30 metri, che vengono incendiati e portati in processione per le vie del paese Il Venerdì della Settimana Santa.
Dal punto di vista naturalistico, il paese è vicino alla più profonda cavità del Gargano: la Grava di Campolato. Mentre sulla strada che porta a Sannicandro, è localizzata la Grande Dolina Pozzantina, spettacolare anfiteatro naturale. Nella Grotta di Montenero, in località Bosco della Difesa di San Matteo, ci si inoltra per qualche centinaio di metri nelle viscere della terra in un mondo di stalattiti e stalagmiti. Da un paio di anni, le locali associazioni di speleologia organizzano la “Santa Messa di Natale” in questo fantastico ed emozionante scenario.
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